C’è una pallavolo che non gode dei riflettori delle dirette televisive, ma gode lo stesso delle urla continue di tifosi orgogliosi. C’è una pallavolo che è fatta di trasferte lunghissime e di emozioni indescrivibili. C’è una pallavolo dove quando si gioca ci sono solo i tuoi genitori a guardarti ma che ti fa sentire lo stesso importante. C’è una pallavolo dove l’obbiettivo è vincere, un’altra dove l’obbiettivo è salvarsi un’altra dove è sperare di vedere retribuito un grandissimo sacrificio. Giocare è un lavoro strano perché quando il resto del mondo si ferma è lì che inizia il tuo compito, quando si stacca la spina dalla routine quotidiana è in quel momento che devi raccogliere le energie e dare inizio allo spettacolo. Molte volte però ci si dimentica dei sacrifici di atleti, dirigenti, allenatori,medici, addetti stampa di tutto lo staff che lavora per realizzare questo. Nato da soli tre giorni, il gruppo “Mi sono rotto lo stipendio” ha registrato un boom incredibile di accessi. Sono più di 300 le persone che hanno deciso di aderire e di costituire attivamente un gruppo che si propone di dire basta ai mancati pagamenti delle prestazioni pallavolistiche, dire basta alle false promesse di presidenti. L’idea è dell’atleta Marco Lionetti. Le lamentele degli amici atleti e le promesse fatte e mai mantenute lo hanno spinto alla creazione di un network on-line che sfruttando facebook da la possibilità di raggiungere tutti: dalla serie A1 alla terza divisione,nessuno escluso.Tutti possono liberamente scrivere le loro sfortunate esperienze, segnalando senza censura le società insolventi.<<Bisogna avere il coraggio di dire come sta la pallavolo vera >>-ci dice Marco- <<quella di serie B che è il grosso della pallavolo Italiana. La serie A è il nostro fiore all'occhiello mondiale, ma se c'è la serie A è grazie alle centinaia di squadre di B1 e B2 maschili e femminili che creano il movimento>> L’obiettivo allora resta quello di creare una associazione che riunisca tutte queste persone che conoscono le diverse realtà territoriali dove la pallavolo vive, conoscono i veri problemi e dove l’apporto di tutti non è solo necessario bensì fondamentale. Giocare insomma una grande partita, tutti insieme, contro chi della pallavolo ne ha fatto e ne fa un utilizzo del tutto errato.
Michele Presta
foto:http://it.wikipedia.org/wiki/Campionato_italiano_di_pallavolo_femminile